Commercializzazione dei i sostituti del latte materno

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La Violenza si presenta in molte forme differenti tra di loro.

Fare pubblicità ingannevole rientra tra le diverse rappresentazioni della Violenza.

Per quanto riguarda il Percorso Nascita, purtroppo, siamo circondati da un “mondo commerciale” enorme. Ci sono: cartelloni pubblicitari, negozi, interi reparti nei supermercati, spot televisivi, film, programmi tv, ecc…che pubblicizzano numerosi articoli commerciali per la gravidanza, ma soprattutto per la cura e l’alimentazione del neonato in modo molto aggressivo. Questa pubblicità, ingannevole, presenta sempre situazioni idilliache e pone l’accento sui sostituti del latte materno.

In realtà esiste una norma ben precisa che regolamenta la “commercializzazione dei sostituti dell atte materno”.

Per fare scelte consapevoli è opportuno informarsi da sole, poiché queste norme che difendono i diritti della danno e del neonato non vengono molto pubblicizzate.

Di seguito vi riporto la norma sulla “Commercializzazione dei sostituti del latte materno”

        CODICE INTERNAZIONALE SULLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI SOSTITUTI
                                                                DEL LATTE MATERNO
                                                    Organizzazione Mondiale della Sanità 1981
Articolo 1 Finalità del Codice
Articolo 2 Campo di applicazione del Codice
Articolo 3 Definizioni
Articolo 4 Informazione ed educazione
Articolo 5 Il pubblico in generale e le madri
Articolo 6 Strutture sanitarie
Articolo 7 Personale sanitario
Articolo 8 Personale impiegato dalle industrie produttrici e dai distributori
Articolo 9 Etichette
Articolo 10 Qualità
Articolo 11 Attuazione e monitoraggio
Gli Stati Membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità:
-Affermando il diritto di ciascun bambino e di ciascuna donna in gravidanza e nutrice ad
un’adeguata alimentazione come mezzo per raggiungere e conservare la salute;
-Riconoscendo che la malnutrizione infantile rientra in una problematica più ampia di mancanza
di educazione, povertà e ingiustizie sociali;
-Riconoscendo che la salute dei lattanti e dei bambini non può essere isolata dalla salute e
nutrizione delle donne, dalla loro condizione socioeconomica e dal loro ruolo di madri;
-Coscienti che l’allattamento al seno è un modo incomparabile per garantire il nutrimento ideale
per la crescita sana e lo sviluppo dei lattanti; che esso forma una base biologica ed emotiva
unica per la salute sia della madre sia del bambino; che le proprietà anti-infettive del latte
materno aiutano a proteggere i neonati dalle malattie; e che esiste un importante legame tra
l’allattamento al seno e distanziamento delle nascite;                                                                                     —-  –-Riconoscendo che l’incoraggiamento e la protezione dell’allattamento al seno rappresentano un
ruolo importante nell’ambito della salute, della nutrizione e delle altre misure sociali necessarie
per promuovere la crescita sana e lo sviluppo dei lattanti e dei bambini; e che l’allattamento al
seno rappresenta un importante aspetto delle cure primarie nell’ambito della salute;
-Considerando che quando le madri non allattano al seno, o lo fanno solo parzialmente, esiste un
legittimo mercato di formule per lattanti e di ingredienti adatti alla loro preparazione; che,
conseguentemente, tutti questi prodotti devono essere resi accessibili a coloro i quali ne abbiano
necessità attraverso sistemi di distribuzione commerciale o non commerciale; e che non devono
essere commercializzati o distribuiti secondo modalità tali da interferire con la protezione e la
promozione dell’allattamento al seno;
 -Riconoscendo, inoltre, che inadeguate pratiche nutrizionali conducono in tutti i paesi a
malnutrizione infantile, stati patologici, mortalità, e che inadeguate pratiche di
commercializzazione dei sostituti del latte materno e prodotti assimilati possono contribuire a
questi gravi problemi di salute pubblica;
-Convinti che sia importante per i lattanti ricevere alimenti complementari appropriati, di norma
quando il lattante raggiunge dai 4 ai 6 mesi di età, e che ogni sforzo dovrebbe essere fatto al
fine di usare cibi disponibili localmente, e ciononostante convinti che tali alimenti
complementari non debbano essere usati come sostituti del latte materno;
-Constatando che esistono un numero di fattori sociali ed economici che influiscono
sull’allattamento al seno e che, di conseguenza, i governi devono sviluppare dei sistemi di
sostegno sociale al fine di proteggerlo, facilitarlo e incoraggiarlo, che dovrebbero creare un
ambiente che favorisca l’allattamento al seno, fornisca un sostegno familiare e comunitario
adeguato, e protegga le madri da quei fattori che inibiscono l’allattamento al seno;
-Affermando che le strutture sanitarie, il personale medico professionale e l’altro personale
paramedico in esse operante, devono svolgere un ruolo essenziale nella guida alle pratiche della
nutrizione dei lattanti, incoraggiando e facilitando l’allattamento al seno, e fornendo consigli
oggettivi e coerenti sul valore superiore dell’allattamento al seno, oppure, quando necessario,
sull’uso appropriato delle formule per lattanti, sia di produzione industriale che di preparazione
casalinga;
-Affermando, inoltre, che i sistemi educativi e gli altri servizi sociali devono essere coinvolti
nella protezione e promozione dell’allattamento al seno, e nell’uso appropriato di alimenti
complementari;
-Coscienti che le famiglie, le comunità, le organizzazioni femminili e le altre organizzazioni non
governative devono svolgere un ruolo speciale nell’ambito della protezione e promozione
dell’allattamento al seno e nell’assicurare il sostegno necessario alla donna in gravidanza e alle
madri di neonati e bambini, sia allattati al seno che artificialmente;                                                               —-Affermando la necessità di cooperare in attività finalizzate al miglioramento della salute e della
nutrizione di mamme, neonati e bambini da parte dei governi, organizzazioni delle Nazioni
Unite, organizzazioni non governative, specializzate in varie discipline collegate, gruppi di
consumatori e industrie;
-Riconoscendo che i governi devono adottare una serie di misure sanitarie, nutrizionali e sociali
al fine di promuovere la crescita sana e lo sviluppo dei lattanti e dei bambini, e che il presente
Codice riguarda soltanto un aspetto di tali misure;
-Considerando che i produttori e i distributori di sostituti di latte materno devono svolgere un
ruolo importante e costruttivo in relazione alla nutrizione infantile, e nella promozione delle
finalità del presente Codice e della sua attuazione;
-Affermando che i governi sono chiamati ad assumere iniziative consone alla loro realtà sociale
e legislativa e ai loro obiettivi di sviluppo globale per dare attuazione ai principi e alle finalità
del presente Codice, inclusa la promulgazione di misure legislative, regolamenti o altri
provvedimenti in tal senso;
-Credendo che, alla luce delle considerazioni esposte, e in vista della vulnerabilità dei lattanti nei
primi mesi di vita e dei rischi connessi a pratiche nutrizionali inadeguate, compresa
l’utilizzazione non necessaria e impropria di sostituti del latte materno, la commercializzazione
dei sostituti del latte materno richieda un trattamento speciale che rende le pratiche usuali di
marketing inadatte a questi prodotti;

PERTANTO:
Gli Stati Membri concordano con il presente strumento i seguenti articoli che sono raccomandati
quali basi di future azioni.
Articolo 1 Finalità del Codice
La finalità del presente Codice è quella di contribuire ad assicurare ai lattanti una nutrizione sicura e
adeguata, proteggendo e promuovendo l’allattamento al seno, e assicurando l’utilizzazione
appropriata dei sostituti del latte materno, ove necessari, sulla base di informazioni adeguate e
attraverso forme appropriate di commercializzazione e distribuzione.
Articolo 2 Campo di applicazione del Codice
Il Codice si applica alla commercializzazione, e alle pratiche ad essa connesse, dei seguenti
prodotti: sostituti del latte materno, incluse le formule per lattanti; altri derivati del latte, alimenti e
bevande, inclusi gli alimenti complementari per biberon, quando commercializzati o comunque
rappresentati come idonei, con o senza modifiche, a sostituire parzialmente ovvero totalmente il
latte materno; poppatoi e tettarelle. Il Codice si riferisce altresì alla qualità e disponibilità di tali
prodotti, e all’informazione relativa alla loro utilizzazione.
Articolo 3 Definizioni
Ai fini del presente Codice si intende per:
-“Sostituto del latte materno” qualsiasi alimento che sia commercializzato o comunque
rappresentato come idoneo a sostituire parzialmente ovvero totalmente il latte materno, che sia
adatto o meno a tale scopo;
-“Alimento complementare” qualsiasi alimento, sia prodotto industrialmente che preparato
localmente, adatto come complemento del latte materno o delle formule per lattanti, quando
entrambi diventino insufficienti a soddisfare le esigenze nutrizionali del lattante. Tali alimenti sono
anche comunemente denominati “pappe per lo svezzamento” o “ supplementi del latte materno”;
-“Contenitore” qualsiasi forma di confezionamento dei prodotti per la vendita al dettaglio, compresi
gli involucri;
-“Distributore” una persona, corporazione o qualsiasi altra entità nel settore pubblico o privato
impegnata in attività (diretta o indiretta) di commercializzazione all’ingrosso o al dettaglio di
prodotti cui si applica il presente Codice. Un “distributore primario” è un agente di vendita,
rappresentante, distributore nazionale o mediatore industriale;
-“Strutture sanitarie” istituzioni ovvero organizzazioni governative, non governative o private
impegnate, direttamente o indirettamente, nella tutela della salute delle madri, dei lattanti e delle
gestanti; asili nido ed altre istituzioni che si occupano di bambini. Include, inoltre, operatori sanitari
nella pratica privata. Ai fini del presente Codice, le strutture sanitarie non includono farmacie o altri
punti vendita istituzionali;
-“Personale sanitario” una persona occupata in una di tale strutture sanitarie, a livello professionale
o non professionale, inclusi i volontari e coloro che prestano lavoro non retribuito;
-“Formula per lattanti” un sostituto del latte materno formulato industrialmente d’accordo con gli
standard applicabili del Codex Alimentarius, al fine di soddisfare le normali esigenze nutrizionali
dei lattanti fino ai 4 o 6 mesi di età, e adattati alle loro caratteristiche fisiologiche. La formula per
lattanti può anche essere preparata in casa, nel qual caso è descritta come “preparazione casalinga”;
-“Etichetta” qualsiasi cartellino, marchio, marca, materiale illustrato o altrimenti descrittivo, scritto,
stampato, stampigliato, marchiato, sbalzato o impresso, ovvero fissato sul contenitore (vedi sopra)
di qualsiasi prodotto cui si applica il presente Codice;
-“Industria” una corporazione o altra entità del settore pubblico o privato impegnata nell’attività o
funzione (sia direttamente che attraverso un agente o attraverso un’entità da essa controllata o ad
essa vincolata da contratto) di fabbricazione di un prodotto cui si applica il presente Codice;
-“Marketing” promozione, distribuzione, vendita, pubblicità, pubbliche relazioni e informazione sul
prodotto;
-“Personale addetto al marketing” ogni persona le cui funzioni riguardano la commercializzazione
del prodotto ovvero dei prodotti che rientrano nel campo di applicazione del presente Codice;
-“Campioni” singole o piccole quantità di un prodotto fornito gratuitamente;
-“Forniture” quantità di un prodotto fornito, per fini sociali gratuitamente o a basso costo, per un
periodo prolungato, comprese le forniture alle famiglie bisognose.
Articolo 4 Informazione ed educazione
4.1 I Governi devono assumere la responsabilità di assicurare che sia divulgata un’informazione
obiettiva e coerente sull’alimentazione dei lattanti e dei bambini ad uso delle famiglie e di
coloro i quali sono impegnati nel campo della nutrizione dei lattanti e dei bambini. Tale
responsabilità deve riguardare sia la pianificazione, la produzione, la progettazione e la
diffusione che la verifica dell’informazione.
4.2 Materiale informativo e didattico, sia scritto che audiovisivo, relativo all’alimentazione dei
neonati e rivolto alle donne in gravidanza e alle madri dei lattanti e bambini, deve includere
un’informazione chiara su tutti i seguenti punti:
-i benefici e la superiorità dell’allattamento al seno;
 -alimentazione materna, la preparazione necessaria all’allattamento al seno e il suo
mantenimento;
 -l’effetto negativo sull’allattamento al seno dell’introduzione dell’allattamento misto;
- la difficoltà di rendere reversibile la decisione di non allattare al seno; e
 ove necessario, l’utilizzazione corretta delle formule per lattanti, sia quelle di
produzione industriale che di preparazione casalinga.

Nel caso in cui tale materiale contenga informazioni sull’utilizzazione delle formule per
lattanti, esso deve includere le implicazioni di carattere sociale e finanziario relative alla loro
utilizzazione; i rischi per la salute che alimenti e metodi di alimentazione non adeguati
comportano; e, in particolare, i rischi per la salute derivanti da un uso non appropriato di
formule per lattanti o altri sostituti di latte materno. Il materiale in questione non deve
riportare alcuna immagine o testo che possa idealizzare l’utilizzazione dei sostituti del latte
materno.
4.3 Donazioni di attrezzature o materiali informativi o didattici da parte delle industrie o
distributori devono avvenire solo su richiesta e con l’approvazione scritta della competente
autorità governativa ovvero secondo gli orientamenti dati dai governi a tale riguardo. Tali
attrezzature o materiali possono recare il nome o logotipo della società donatrice ma non
devono far riferimento ad alcun prodotto brevettato che rientra nel campo di applicazione del
presente Codice, e devono essere distribuiti solo attraverso le strutture sanitarie.

Articolo 5  Il pubblico in generale e le madri
5.1 I prodotti cui si applica il presente Codice non devono essere pubblicizzati o altrimenti
promossi presso il pubblico in generale.
5.2 Le industrie produttrici e i distributori non devono fornire, direttamente o indirettamente,
campioni di prodotti cui si applica il presente Codice alle donne in gravidanza, alle madri o ai
membri delle loro famiglie.
5.3 Ai sensi dei commi 1 e 2 del presente Articolo, è vietata la pubblicità nei punti vendita,
l’offerta di campioni o qualsiasi altro espediente promozionale tale da indurre il consumatore
a comprare al dettaglio, come ad esempio, esposizioni speciali, buoni sconto, premi, vendite
speciali, vendite sottocosto, e offerte promozionali di più prodotti simili contemplati dal
presente Codice. Questo provvedimento non deve comportare restrizioni relativamente
all’istituzione di una politica dei prezzi e di pratiche intese a fornire prodotti ad un costo
inferiore secondo un piano a lungo termine.
5.4 Industrie produttrici e distributori non devono distribuire a donne in gravidanza o madri di
lattanti e bambini qualsiasi tipo di regalo o utensile che possa promuovere l’utilizzazione dei
sostituti del latte materno o del biberon.
5.5 Nella sua attività commerciale il personale addetto al marketing non deve cercare, di stabilire
contatti diretti o indiretti con donne in gravidanza o madri di lattanti e bambini.

Articolo 6 Strutture sanitarie
6.1 Le autorità sanitarie negli Stati Membri devono adottare misure idonee a incoraggiare e
proteggere l’allattamento al seno e promuovere i principi del presente Codice, e devono
fornire informazioni e orientamenti appropriati al personale medico in considerazione delle
sue responsabilità, incluse le informazioni di cui all’articolo 4.2.
6.2 Nessuna agevolazione delle strutture sanitarie dovrebbe essere utilizzata allo scopo di
promuovere le formule per lattanti o altri prodotti contemplati dal presente Codice. Il Codice,
comunque, non preclude la divulgazione di informazioni al personale medico professionale
come specificato nell’articolo 7.2.
6.3 Agevolazioni delle strutture sanitarie non devono essere utilizzate per l’esposizione dei
prodotti cui si applica il presente Codice, per cartelloni e manifesti che riproducono tali
prodotti, o per la distribuzione di materiale fornito da un’industria o un distributore
diversamente da quanto specificato all’articolo 4.
6.4 Non è consentita l’utilizzazione, da parte delle strutture sanitarie, di “rappresentanti dei
servizi professionali”, “infermiere puericultrici” o personale assimilato, fornito o retribuito
dalle industrie produttrici o distributrici.
6.5 La necessità di un’alimentazione a base di formule per lattanti, sia di produzione industriale
che di preparazione casalinga, deve essere consigliata esclusivamente dal personale medico, o
da altri operatori sociali; e soltanto alle madri o ai membri della famiglia che hanno necessità
di ricorrervi; e l’informazione data deve includere una chiara spiegazione dei rischi di un uso
improprio.
6.6 Sono consentite a istituzioni o organizzazioni donazioni o vendite a basso costo di forniture di
formule per lattanti o altri prodotti inclusi nel presente Codice, sia per farne uso nelle
istituzioni che per distribuirli all’esterno. Tali forniture devono essere utilizzate o distribuite
esclusivamente a lattanti che devono essere alimentati a base di prodotti sostitutivi del latte
materno. Se tali forniture sono distribuite per uso esterno alle istituzioni, ciò deve essere fatto
esclusivamente dalle relative istituzioni e organizzazioni. Tali donazioni o vendite a basso
costo non devono essere usate dai produttori o dai distributori per incentivare le vendite.
6.7 Qualora donazioni di formule per lattanti o di altri prodotti contemplati dal presente Codice
siano distribuite al di fuori di un’istituzione, l’istituzione ovvero organizzazione deve adottare
misure al fine di assicurare che le forniture possano continuare per tutto il tempo durante il
quale i lattanti interessati ne abbiano bisogno. I donatori, così come le istituzioni e
organizzazioni interessate, devono assumere questo impegno.
6.8 Attrezzature e materiali, in aggiunta a quelli di cui all’articolo 4.3, donati alle strutture
sanitarie possono recare il nome o logotipo della compagnia ma non devono riferirsi ad uno
specifico prodotto tra quelli cui si applica il presente Codice.
Articolo 7 Personale sanitario
7.1 Il personale sanitario deve incoraggiare e proteggere l’allattamento al seno; e coloro i quali
sono impegnati, in particolare, nel campo dell’alimentazione materna e infantile devono
familiarizzarsi con le proprie responsabilità come stabilite dal presente Codice, compresa
l’informazione specificata all’articolo 4.2.
7.2 L’informazione fornita al personale medico professionale, da parte di produttori e distributori
sui prodotti inclusi nel presente Codice, deve essere strettamente limitata all’ambito
scientifico e basata su fatti reali, e non tale da rendere implicita ovvero creare la convinzione
che l’allattamento artificiale sia equivalente o superiore all’allattamento al seno. Devono
essere anche incluse le informazioni di cui all’articolo 4.2.
7.3 Nessun incentivo finanziario o materiale diretto alla promozione dei prodotti cui si applica il
presente Codice deve essere offerto da produttori o distributori al personale sanitario o
membri delle loro famiglie, né questi devono essere accettati dal personale sanitario o dai
membri delle loro famiglie.
7.4 Campioni di formule per lattanti o di altri prodotti contemplati dal presente Codice ovvero
l’equipaggiamento e gli utensili per la loro preparazione e consumo, non devono essere forniti
al personale sanitario eccetto quando necessario nell’ambito di una valutazione professionale
o ricerca a livello istituzionale. Il personale sanitario non deve consegnare campioni di
formule per lattanti a donne in gravidanza, madri di lattanti o bambini ovvero membri delle
loro famiglie.
7.5 Le industrie produttrici e i distributori dei prodotti trattati dal presente Codice devono
dichiarare qualsiasi contributo per borse e viaggi di studio, borse di ricerca, partecipazioni a
conferenze professionali o simili iniziative, concesso ad operatori sanitari o in loro favore,
all’istituzione alla quale l’operatore sanitario beneficiario è affiliato. Simili dichiarazioni
devono essere rese dal beneficiario.

Articolo 8 Personale impiegato dalle industrie produttrici e dai distributori
8.1 Nell’ambito dei sistemi di incentivazione alle vendite per il personale addetto al marketing, il
volume delle vendite dei prodotti contemplati dal presente Codice non deve essere incluso nel
calcolo delle percentuali di compenso né devono essere fissate quote specifiche per la vendita
di tali prodotti. Ciò non deve essere interpretato come un mezzo per impedire il pagamento,
da parte di una società, dei compensi in base alla vendita globale degli altri prodotti da essa
commercializzati.
8.2 Il personale addetto al marketing di prodotti cui si applica il presente Codice non deve
svolgere, come parte delle sue responsabilità professionali, funzioni educative in relazione a
donne in gravidanza ovvero madri di lattanti e bambini. Ciò non deve essere interpretato come
divieto, da parte delle strutture sanitarie, di utilizzare tale personale per altre funzioni su
richiesta e con l’approvazione scritta dell’autorità competente del governo interessato.
Articolo 9 Etichette
9.1 Le etichette devono avere un disegno tale da fornire le informazioni necessarie sull’uso
appropriato del prodotto e non tale da scoraggiare l’allattamento al seno.
9.2 Produttori e distributori di formule per lattanti devono assicurare che ciascuna confezione
rechi, redatto in un linguaggio comprensibile e di facile lettura, un messaggio chiaro e
visibile, stampato sulla confezione stessa oppure su un’etichetta che non possa essere
facilmente separata, e che includa tutti i seguenti punti:
- le parole “Avvertenza Importante” o le loro equivalenti;
- una dichiarazione sulla superiorità dell’allattamento al seno;
– una dichiarazione che il prodotto deve essere utilizzato esclusivamente dietro parere di
un operatore sanitario sia per quanto riguarda la necessità del suo impiego che il corretto
metodo di utilizzazione;                                                                                                                                             — – istruzioni per un’adeguata preparazione, e un avvertimento sui rischi di una
preparazione impropria.
Sia la confezione che l’etichetta non devono raffigurare neonati, né devono riportare
immagini o testi che possano idealizzare l’uso delle formule per lattanti. Tuttavia, possono
recare rappresentazioni grafiche che identifichino facilmente il prodotto come un sostituto del
latte materno e che illustrino i metodi di preparazione. Non devono essere usati i termini
”umanizzato”, “maternizzato” o simili. Volantini che diano informazioni aggiuntive sul
prodotto e la sua utilizzazione corretta, secondo le condizioni di cui sopra, possono essere
inclusi nella confezione o nell’involucro. Quando l’etichetta dà istruzioni su come modificare
un prodotto per trasformarlo in una formula per lattanti, si applica quanto sopra specificato.
9.3 Prodotti alimentari cui si applica il presente Codice, commercializzati come alimenti per
l’infanzia che non soddisfano tutti i requisiti di una formula per lattanti ma che possono essere
modificati in tal senso, devono recare sull’etichetta un avvertenza che il prodotto non
modificato non deve essere l’unica fonte di sostentamento di un lattante. Poiché il latte
condensato zuccherato non è utilizzabile per la nutrizione infantile, né come ingrediente
principale di una formula per lattanti, la relativa etichetta non deve contenere istruzioni su
come modificarlo a tale scopo.
9.4 L’etichetta di prodotti alimentari cui si applica il presente Codice deve anche attestare tutti i
seguenti punti:
 -gli ingredienti utilizzati;
 -la composizione/analisi del prodotto;
 -i requisiti per la conservazione, e
 -il numero di lotto e la data entro la quale il prodotto va consumato in considerazione
delle condizioni climatiche e di conservazione del paese interessato.

Articolo 10 Qualità
10.1 La qualità dei prodotti è requisito essenziale per la tutela della salute dei neonati e, pertanto,
deve attenersi ad uno standard elevato.
10.2 Prodotti alimentari cui si applica il presente Codice, quando venduti o altrimenti distribuiti,
devono attenersi agli standard raccomandati dalla Commissione per il ”Codex Alimentarius “e
dal ”Codice di Pratiche Igieniche per gli Alimenti per Lattanti e Bambini”.

Articolo 11 Attuazione e monitoraggio
11.1 I Governi dovrebbero adottare i provvedimenti necessari affinché sia data piena attuazione ai
principi e alle finalità del presente Codice, secondo le modalità previste dalla propria
legislazione e dalle proprie condizioni sociali, compresa l’emanazione di leggi nazionali,
regolamenti o altre misure idonee. A tale scopo, i governi devono cercare, ove necessario, la
collaborazione dell’OMS, dell’UNICEF e altre agenzie delle Nazioni Unite. Le azioni e le
misure politiche nazionali, compresi leggi e regolamenti emanati in attuazione dei principi e
delle finalità del presente Codice, devono essere dichiarate pubblicamente, e ugualmente
applicate a tutti coloro i quali sono impegnati nella produzione e commercializzazione dei
prodotti di cui al presente Codice.
11.2 Il monitoraggio sull’applicazione del presente Codice è responsabilità dei governi a livello
individuale, e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a livello collettivo, come previsto
dai commi 6 e 7 del presente articolo. I produttori e distributori di prodotti cui si applica il
presente Codice, organizzazioni non governative e gruppi professionali operanti nel settore,
nonché organizzazioni di consumatori dovrebbero collaborare con i governi in tal senso.
11.3 Indipendentemente da qualsiasi altra misura adottata al fine di adempiere al presente Codice,
produttori e distributori di prodotti cui si applica il presente Codice devono considerarsi
responsabili della sorveglianza sulle pratiche di marketing secondo i principi e le finalità del
presente Codice e devono adottare le misure necessarie a garantire che la loro condotta sia, ad
ogni livello, conforme ad essi.
11.4 Organizzazioni non governative, gruppi professionali, istituzioni, e individui impegnati in
questo settore devono assumere la responsabilità di attirare l’attenzione dei produttori o
distributori sulle attività incompatibili con i principi e le finalità del presente Codice in modo
da consentire azioni adeguate. Anche l’autorità governativa competente deve essere notificata.
11.5 I produttori e distributori primari di prodotti contemplati dal presente Codice devono avvisare
ciascun membro del personale addetto al marketing dell’esistenza del Codice e delle proprie
responsabilità da esso derivanti.
11.6 Ai sensi dell’articolo 62 della Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli
Stati Membri comunicheranno annualmente al Direttore Generale le azioni intraprese ai fini di
una piena attuazione dei principi e delle finalità del presente Codice.
11.7 Tutti gli anni pari il Direttore Generale farà una relazione all’Assemblea Mondiale della
Sanità sullo stato di attuazione del Codice; e fornirà, su richiesta, supporto tecnico agli Stati
Membri che stiano varando leggi o regolamenti a livello nazionale, o adottando misure
adeguate in adempimento e perfezionamento dei principi e delle finalità del presente Codice.

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